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La storia del Taranto

Capitolo XIII

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L’era D’Addario.

I rapporti tra Blasi e la piazza erano ai minimi termini, non solo con la tifoseria. La figura di Enzo D’Addario aleggiava già da un po’ quale possibile acquirente della società rossoblu. L’accordo arriva in estate, nel 2009: quote al 50% per un binomio che durerà poco: il 24 giugno viene firmato l’accordo, il ds confermato Pagni costruisce una squadra sulla carta sontuosa partendo da Innocenti e Corona, due attaccanti dal curriculum inequivocabile. Si torna a parlare di serie B, ma il nuovo socio alza l’asticella dichiarando che il suo sogno è una finale di Champions League contro il Barcellona. Parole che dovevano suonare subito come un campanello d’allarme ma, si sa, la folla è femmina e le parole fanno sempre effetto. Arriva anche la ciliegina sulla torta, quel Correa, trequartista argentino di proprietà della Lazio che D’Addario si assicurò, dopo lunghissime trattative, sganciando 200 mila euro per il solo prestito, trattando direttamente con Lotito.

Giorgio Corona, il colpo di mercato dell’estate 2009

La tifoseria sogna, in panchina arriva un sergente di ferro pluridecorato come Braglia. Si vocifera però di attriti tra i due proprietari e la città tutta chiede a D’Addario di prendersi tutte le quote. Nel frattempo in una settimana vengono staccati 3500 abbonamenti e alla prima di coppa Italia contro il Cosenza ci sono 12 mila persone allo stadio, impazienti di ammirare lo squadrone invincibile. Finisce 1-3, ma è opinione comune che trattasi di incidente di percorso. Il campionato inizia con un 1-0 al Marcianise, gol di Corona, ma la squadra non entusiasma particolarmente. Ecco dunque il tonfo di Terni alla seconda e i malumori che riaffiorano, soprattutto in società. Alla terza arriva il Rimini e la gente apprende allo stadio dell’avvenuto passaggio delle quote interamente a D’Addario, dopo una trattativa durata tutta la notte. Si respira aria di svolta, ora il presidente era libero di agire senza freni. Giro di campo di rito, lo stadio era tutto per il nuovo Messia. La gara finisce 1-0 con gol su punizione di Correa, una rete illusoria per lui e per il Taranto. Alla quinta il Taranto perde in casa con la Spal, Braglia chiede rinforzi, D’Addario invece lo esonera. Si parlerà di caratteri non compatibili, tra il mister e il presidente.

Lucas Correa, atteso come un Messia, andrà via dopo una rete con esultanza polemica alla Cavese

Viene scelto Brucato, un nome sconosciuto, una scommessa per alcuni, un azzardo per chi vuol vincere per altri. Il Taranto 2009-10 non decollerá mai, D’Addario, tanto bravo nel marketing e nell’immagine, si rivela presto impaziente e arrogante nelle decisioni. Brucato riceve la notizia dell’esonero in diretta da Gianni Sebastio. Seguiranno Delli Santi, cacciato dopo un pareggio a Potenza senza perdere mai e annesse polemiche e accuse sullo ‘stato mentale’ del mister che risponde con gli SMS delle formazioni inviate dal figlio del presidente. In ultimo Passiatore, non particolarmente amato dalla piazza (i tarantini si segnano tutto ed è per sempre, fino anche a dimenticare il perché) che stravolge la squadra e rischia anche i play out, ma alla fine ottiene una qualificazione alla coppa Italia. Veramente troppo poco per chi doveva distruggere il campionato. In B ci va il Portogruaro, una sorpresa che fa fuori il Verona favoritissimo e le altre big, accompagnato dal Pescara, fallito appena un anno prima.

Matteo Guazzo, il suo gol al Flaminio illude i rossoblu

Si ricomincia l’anno seguente e a sorpresa viene richiamato Brucato. La squadra viene puntellata con l’arrivo di Antonazzo, Rantier, Di Deo, Ferraro e a gennaio di Sy, Guazzo, Girardi e Chiaretti. Il popolo mormora di strane connivenze tra il mister e la società, ma sono solo parole. I risultati però parlano chiaro, Brucato fallisce ancora, esonerato dopo la sconfitta in casa contro il Foligno alla dodicesima, viene sostituito da Dionigi, alla prima esperienza da allenatore. Scelta non approvata da tifosi e addetti ai lavori. Dionigi però rigenera una squadra allo sbando ed opera una rimonta entusiasmante che porterà ai playoff. La semifinale d’andata contro l’Atletico Roma termina 1-0 per i laziali. Sembra la fine dei sogni. La squadra però ci crede e con essa la tifoseria che segue in massa (3500) il ritorno al Flaminio.

Davide Dionigi

La partita, dominata dai rossoblu, termina 3-2 per il Taranto, che subisce il gol beffa di Padella a tempo scaduto. Per i rossoblu in rete capitan Prosperi, Di Deo e Guazzo. Passano i romani meglio piazzati in classifica. Una girandola di emozioni che resterà comunque per sempre scolpita nella mente dei tifosi rossoblu.
I rimpianti aumentano quando a fine stagione i romani, sconfitti in finale dalla Juve Stabia, non si iscrivono al campionato successivo. Ma è convinzione comune ormai che il Taranto, se confermato in blocco, vincerà a mani basse il campionato 2011-12. Inserito per la prima volta nel girone A, in estate si fa fatica a trovare un antagonista credibile che possa competere con i rossoblu. Sbuca la Ternana, outsider ripescata dalla seconda divisione. Il Taranto viaggia spedito quando proprio gli umbri vincono allo Iacovone lo scontro diretto. 1-2 una partita in cui il Taranto colpirà tre pali. La squadra inanella risultati. Dopo la seconda e ultima sconfitta alla decima col Benevento, si conteranno 24 risultati utili consecutivi. In città però si rincorrono voci di difficoltà economiche, smentite dalla società. Puntuale arriva a novembre la penalizzazione di due punti, che si sommano al punto di penalità per il filone del calcio scommesse.

Lucas Chiaretti, talento brasiliano. Taranto come rampa di lancio per una carriera spesa quasi interamente in B
(foto Capriglione)

Dopo la vittoria contro l’Avellino del Natale 2011, la conferenza stampa fiume di Dionigi scioglie ogni dubbio sulla situazione reale della società. Il Taranto è in crisi di liquidità, il campionato è a rischio. Si vocifera di cessioni eccellenti, ma D’Addario non libera nessuno. Tutti restano per centrare la promozione. La squadra fa il suo, a fine campionato saranno 70 i punti sul campo, 63 quelli in classifica, a causa dei sette punti di penalità per stipendi e contributi non pagati. La Ternana la spunta per soli due punti, per il Taranto saranno ancora playoff, che si giocano con una squadra abbandonata al suo destino. Nel doppio confronto con la Pro Vercelli, il Taranto si vede annullare due gol all’andata e uno al ritorno, quantomeno dubbi. Salgono i piemontesi, per il Taranto sarà l’ennesimo fallimento.

Il Taranto 2011-12, primo sul campo

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