Breaking
Ad
Ad
Ad
La storia del Taranto

Capitolo XII

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

Il dopo Pieroni e l’era Blasi

Dopo quel Taranto-Catania del 2002 s’inclinò il rapporto tra la piazza e Pieroni che, quello stesso anno, aveva portato l’Ancona in A. In realtà iniziò anche il declino dell’ex ds, schiacciato dalle difficoltà economiche e dai rapporti anomali di quel calcio malato, che portarono al caos di Calciopoli del 2006. Il Taranto perse molti protagonisti in estate, tra cui Riganò, ma i problemi erano altri. Le dispute societarie e il malcontento della tifoseria incisero sul campionato di C1 2002-03, iniziato con Di Chiara in panca, sostituito da Brini all’ottava e raggiunse il centro classifica dopo aver rischiato i playout. Playout che si materializzano l’anno seguente, con una società allo sbando che abbandona la squadra al suo destino. Il Taranto 2003-04 arriva penultimo e perde il doppio confronto contro la Fermana, due pareggi che sentenziano la retrocessione in C2. Pieroni ha un ultimo sussulto iscrivendo la squadra in C2, ma abbandona completamente la gestione della società. Il campionato inizia con la berretti in campo rinforzata da pochissimi over, tra cui il capitano Maddè, e Sabatini allenatore, che tra una batosta e l’altra, riuscì nell’impresa di pareggiare a Gela contro una squadra che a fine anno salirà in C1. Due giorni dopo questa impresa, il 26 ottobre 2004 il Taranto fallì per la quarta volta in meno di vent’anni. Il titolo fu acquistato all’asta da Luigi Blasi, che col ritorno del dg Galigani, rifondò la squadra, ultima in classifica, nel tentativo di salvarla dalla D. Impresa clamorosa che riuscì agli uomini guidati da Florimbj attraverso il playout contro il Ragusa, e la ormai storica doppietta di Malagnino.

L’esultanza di Giovanni Malagnino dopo il gol del vantaggio a Ragusa, il primo della sua personale doppietta

A salvezza ottenuta Blasi progettò il rientro in C1. Fu costruita una squadra da vertice con giocatori come De Florio, Mortari, Catania, Caccavale, Ambrosi e i ritorni di Pastore, Gori, Di Domenico e De Liguori, con Marino allenatore sostituito da Papagni alla ventesima. Il campionato di C2 2005-06 aveva però un altro aspirante padrone che alla lunga ebbe la meglio sui rossoblu: il Gallipoli del presidente Barba. Il Taranto, con un ambiente ritrovato, arrivò secondo vincendo le sfide di playoff contro Melfi e Rende. I gol di Catania e De Florio nel 2-0 al Melfi e il gol di De Liguori al 88′ nell’1-0 al Rende davanti ai ventimila dello Iacovone riportano il Taranto dopo due anni di nuovo in C1, e con ambizioni rinnovate.

La curva nord in Taranto Rende 1-0, finale playoff di ritorno

Nel 2006-07, il Taranto si rinforza con l’arrivo di Cammarata, Toledo  e alcuni giovani promettenti come Mancini, Cosenza, Cejas e Zito. Un campionato ricco di soddisfazioni, nel quale gli ionici, quinti, perdono l’accesso alla finale playoff a cinque dalla fine del match di ritorno di Avellino. ”Primo posto alla 34^”questo l’obiettivo dichiarato di Blasi nella conferenza stampa di inizio stagione per il 2007-08.

Andrea De Florio, il cobra. Suo il gol del 2-0 nella semifinale playoff col Melfi che valse la qualificazione

Con Cari in panchina, viene acquistato tra gli altri Nello Cutolo, uno dei migliori numeri 10 degli ultimi 25 anni. Sarà la stagione di Taranto-Massese, una partita che segnerà il campionato e aprirà un periodo di restrizioni verso la tifoseria rossoblu che, forse, dura ancora oggi.
L’11 novembre del 2007, l’omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri, ucciso da un colpo di pistola sparato da un agente di polizia, scatena le proteste del mondo ultrà un po’ in tutta Italia, con partite sospese a Bergamo e Taranto. Il Taranto in vantaggio per 2-1 sui toscani, perde la gara 0-3 a tavolino. Inoltre la giustizia sportiva infligge 4 turni di squalifica allo Iacovone, poi tramutati in 10 turni con la curva Nord chiusa.

Vincenzino De Liguori, il suo gol al Rende vale la promozione in serie C1

Lo stadio, non a norma con le nuove regole antiviolenza, viene transennato e ridotto nella capienza. La squadra comunque gioca un ottimo girone di ritorno, rinforzata dagli acquisti di gennaio, tra cui il centravanti Plasmati, che esordisce con una doppietta alla Salernitana (4-2 il finale per i rossoblu). All’ultima giornata la sconfitta ad Ancona maturata al 90′ priva il Taranto del secondo posto alle spalle della Salernitana. Risultato decisivo ai fini della promozione, dato che dopo la vittoria nel doppio confronto di semifinale col Crotone, il Taranto incontra proprio l’Ancona nella finale per la B. Lo 0-0 dello Iacovone lascia il discorso aperto, ma nel ritorno ad Ancona, la squadra, scortata da 3500 tifosi, perde 2-1 e resta in C.

Aldo Papagni, il tecnico che riporterà il Taranto in C1 e sfiorerà la B

La grandissima delusione della tifoseria e del presidente Blasi porta ad un accelerata nel deterioramento del rapporto tra l’imprenditore manduriano e la piazza. Il campionato 2008-09 sarà il peggiore dell’era Blasi. Con lo stadio non a norma chiuso per tutto il girone d’andata e la contestazione della tifoseria, la squadra indebolita rispetto all’anno precedente rischia i playout. La panchina passa da Delli Santi a Stringara che, con Pagni ds, riesce nell’impresa della salvezza senza spareggi, vincendo l’ultima a Sorrento per 3-2. Il Taranto resta in prima divisione, ma si avvicina un nuovo ribaltone societario.

Lele Catania, un gol decisivo nella semifinale playoff contro il Melfi allo Iacovone

Write A Comment