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La storia del Taranto

Capitolo X

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Dalla B all’Arsenal Taranto.

Taranto-Casertana ad Ascoli fu l’ultima grande impresa del Taranto in B: 2-1 ai supplementari con il gol in coabitazione Fresta-Lorenzo sotto la curva gremita da 7mila tarantini. Incubo retrocessione evitato, ma qualcosa scricchiolava già da un po’ in società. In estate Turrini e Ferazzoli passarono al Piacenza e, soprattutto il primo, non fu adeguatamente sostituito. La squadra risentì della crisi economica (in un video di fine stagione, Muro afferma che non percepissero stipendi da novembre) ed accumulò un ritardo difficilmente colmabile dalla zona salvezza. Una timida ripresa nel finale di stagione non riuscì a scongiurare la retrocessione che avvenne con un turno d’anticipo. L’ultima gara in B dei rossoblu si giocò al Manuzzi di Cesena il 13 giugno ’93, gara che fu vinta per 2-0 con reti di Lorenzo ed Esposito. Si tornava quindi in C1, fu scelto Varrella come allenatore per tentare la risalita in B.

La tifoseria tarantina ad Ascoli per lo spareggio contro la Casertana nel 1992

Clamorosamente in piena estate con la squadra già in ritiro, arrivò la notizia della mancata iscrizione, figlia di una eccessiva esposizione debitoria certamente, ma anche di un trattamento intransigente della federazione verso la società rossoblu.

Scomparve quindi il Taranto FC, e una nuova società si iscrisse in extremis al Campionato Nazionale Dilettanti, il Taranto calcio 1906, con impegno decisivo del Dott. Uzzi. Per la prima volta la città partecipava ad un campionato inferiore alla terza serie. Per il campionato di serie D 1993-94 tornarono a vestire il rossoblu Recchia e Presicci, già protagonisti in passato col Taranto. Passare dalle sfide con Bologna, Bari e Verona a quelle con Vultur Rionero, Interamnia e Avigliano fu una mazzata per la tifoseria convinta però che il Taranto avrebbe vinto con una certa facilità il campionato. Alla prova del campo le cose andarono diversamente, non bastava chiamarsi Taranto per vincere in questa categoria. Alla fine fu solo quarto posto.

Il dott. William Uzzi, artefice della rinascita del Taranto

Nel 94-95 il presidente Ruta non badò a spese per rinforzare la squadra. In attacco, accanto ai confermati Caputo ed Aruta arrivò Loriano Cipriani: un tridente da 49 gol che consentirono ai rossoblu di avere la meglio su Cerignola, Nardò e Cavese. Il feeling con la tifoseria era ritornato. Lo scontro diretto col Cerignola vinto 1-0 con gol di Cipriani su rigore ebbe una cornice di 15mila spettatori. Per il rientro tra i professionisti, nella vecchia C2, la squadra fu interamente confermata nei suoi uomini migliori con l’obiettivo di vincere ancora e tornare in C1. Il campionato fu però contraddittorio: la squadra mostrava a sprazzi la sua forza, ne furono dimostrazione le vittorie contro Avezzano (4-1) e Giulianova (3-1) le due che saliranno in C1. Ancora le solite difficoltà economiche influenzarono la stagione, e la salvezza all’ultima giornata fu effimera. L’ingresso a stagione in corso in società del sindaco Cito, nominato presidente onorario, fu un altro episodio che deviò l’annata su binari extracalcistici. I contrasti con la dirigenza e la successiva estromissione del sindaco fecero iniziare una diatriba che finirà in tribunale. Intanto la presunta inagibilità dello Iacovone costrinse la squadra all’esilio forzato a Castellaneta nel campionato di C2 ’96-’97. Il ritorno allo stadio di casa si ottenne a patto che il biglietto d’ingresso avesse un costo simbolico di mille lire. La ‘triade’ Ruta-Comegna-Bitetti non riuscì a far fronte agli impegni economici e il Taranto terminò mestamente ultimo, nonostante i 10mila per la terzultima in casa col Benevento di Aruta.

Sossio Aruta, con Loriano Cipriani e Piero Caputo forma un tridente fenomenale nell’anno della promozione in C2

Si tornò quindi in D in una situazione a dir poco tragica. L’iscrizione a lungo in bilico, arrivò dopo il ricorso, nel mentre l’Altamura, in acquisizione da parte di Cito, giocava le amichevoli allo Iacovone in attesa di affiliazione alla Figc col nome di Taranto 2000. Affiliazione che non arriverà, mentre il Taranto calcio 1906 iniziò il campionato in quel di Castellaneta. La squadra diretta da Pasquino ottenne una salvezza tranquilla, ma il futuro era un’incognita. In estate, inevitabile, arrivò il fallimento, il terzo in 13 anni.
Una cordata di imprenditori con a capo il presidente della Camera di Commercio Emanuele Papalia, fondò una nuova società, che riprese il vecchio nome degli anni ’50: Us Arsenal Taranto. Col benestare della Figc, la squadra fu iscritta in D al posto del Taranto calcio 1906 e si scongiurò così la scomparsa definitiva del calcio a Taranto. Il campionato 1998-99 vide il ritorno di Gianpaolo Spagnulo tra i pali, che decise di chiudere la carriera con la squadra della sua città.

Loriano Cipriani, 34 gol in 3 campionato col Taranto

La classifica finale registrò un quarto posto. Nell’estate del ’99 il riassetto societario fece quasi saltare l’iscrizione, che avvenne in ritardo. Risolti i problemi, i soci costruirono una corazzata in grado di vincere il campionato, affidandosi a mister Carrano. Gli innesti di Dell’Oglio, D’Isidoro e D’Antò elevarono il tasso tecnico e il Taranto ottenne 75 punti, un record. Impresa che non servì ad ottenere il primo posto: il Campobasso, nonostante la doppia sconfitta negli scontri diretti contro il Taranto, vinse il campionato per un punto. Ma un nuovo evento stava per cambiare le sorti dell’Arsenal Taranto…

Angelo Carrano, il suo Taranto ha il record di punti di sempre di tutti i campionati

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