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La storia del Taranto

Capitolo I

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Gli albori del calcio a Taranto: Pro Italia e Audace.

8 luglio 1927. Da quella data di 90 anni fa tutta la storia dei rossoblu è, più o meno, nota ai tifosi ionici. Dal campionato di prima divisione del 1927-28, 80 anni di professionismo, macchiati dalle ultime stagioni, trascorse per lo più in serie D.

Ma torniamo per un attimo alle vicende che portarono alla nascita del calcio nella nostra città. Il Taranto come tutti sappiamo (forse non proprio tutti), nacque dalla fusione tra la Pro Italia, fondata nel 1904 da Luigi Ascanelli, e l’Audace, fondata nel 1911 da un gruppo di studenti. I primi indossavano una divisa bianco-verde, mentre il colore sociale dell’Audace era il rosso. Altre compagini ioniche si cimenteranno nel ‘giuoco’ del calcio, dando il loro piccolo contributo allo sviluppo del calcio tarantino, ma senza raggiungere traguardi importanti. Nei primi anni, la Pro Italia ebbe una supremazia cittadina economica e organizzativa sulla più giovane Audace. Si trattava ovviamente di calcio dilettantistico, i cui albori, pieni di commovente romanticismo, potrebbero essere la trama di un romanzo sulla Taranto dei primi del novecento, lontana parente di quella odierna. Il primo ‘stadio’ fu il ”Piazza d’Armi”, nei pressi del muraglione dell’Arsenale, in fondo a via Pitagora, ad uso quasi esclusivo della Pro Italia. Nel 1915 si passò al Campo Allievi Operai, all’interno dell’Arsenale. La comparsa dell’Audace e l’utilizzo in comune del campo fu il primo motivo di rivalità tra le due compagini, che intanto si cimentavano in tornei regionali, in cui, la Pro Italia, dopo un breve apprendistato e qualche scoppola, cominciò a ben figurare, mettendo in dubbio la supremazia delle squadre baresi nel calcio in Puglia. I primi passi dell’Audace, invece, furono difficili a causa di minori risorse economiche, e i risultati furono modesti. A quei tempi, non esistevano i campionati come li conosciamo oggi, ma diversi gironi regionali le cui vincenti partecipavano alle fasi finali per l’assegnazione del titolo di campione. Fino al 1915, anno di nascita del comitato regionale pugliese della Figc, le società tarantine parteciparono a tornei non ufficiali. Nel 1921 il comitato regionale della Figc organizzò il primo campionato regionale di Prima Divisione, e l’Audace, divenuta più forte economicamente grazie al contributo dei cantieri Tosi, dopo aver battuto per la prima volta i rivali della Pro italia (3-0 nel ’20 al Monte delle Vacche, dove è situato ore il Ss. Annunziata), vinse il campionato, arrivando alla semifinale di lega Sud, persa contro la Fortitudo Roma, non senza polemiche arbitrali. Praticamente a due partite dalla finale scudetto, poi vinto dalla Pro Vercelli. Nei successivi quattro campionati fino al 1925-26, tre furono
vinti dalla Pro Italia e uno dall’Audace, sancendo il dominio delle tarantine nel calcio pugliese. Nel ’23 la Pro Italia costruì il suo stadio, il Motovelodromo Corvisea, in seguito “Littorio” in epoca fascista.

Il Motovelodromo Corvisea, poi Littorio

Un evento che ebbe eco a livello regionale e dotò la città del primo vero stadio, capace di 15 mila spettatori, che successivamente fu intitolato a Valentino Mazzola. Stadio che poi passò di proprietà ai rivali dell’Audace, causa le difficoltà economiche della Pro Italia. Preludio alla fusione, avvenuta anche per volontà della Figc e del governo fascista, intenzionati ad istituire il campionato a girone unico nazionale di serie A e B, motivo per il quale tra il ’26 e il ’28 ci fu la nascita di numerosi club moderni, tra cui il Napoli, la Roma, la Fiorentina, il Bari e tante altre. La fusione tra Audace e Pro Italia, con la mediazione decisiva del presidente della Pro Italia Pietro Resta, diede vita all’AsTaranto, sancendo, così, la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova era per il calcio tarantino.




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