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La storia del Taranto

Cap. XVIII

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Stagione 2020-21: il ritorno in C

Danilo Pagni, ds in pectore, contatta Gaetano Auteri per la panchina rossoblu. Un nome altisonante per la categoria. L’affare non si conclude, il tecnico siciliano preferisce aspettare una chiamata dalla C. Così Giove vira su un suo pallino, una scommessa tutta da verificare: il tecnico del Fasano Giuseppe Laterza. Pagni affermerà in seguito che la scelta fu condivisa, ma nonostante le foto di rito con l’amico Vittorio Galigani, all’improvviso il matrimonio salta, ufficialmente per problemi burocratici legati al tipo di tesseramento per il già Ds rossoblu in epoca Blasi.

Giuseppe Laterza, il tecnico che riporterà il
Taranto in serie C

Giove contatta Francesco Montervino, l’accordo in questo caso è rapido: per l’ex Napoli è il terzo ritorno da ds. Resta in bilico l’ingaggio di Laterza, ma dopo un confronto col tecnico, fasanese di nascita, Montervino avvalla la scelta.
Il mercato non accarezza le fantasie della tifoseria, il Ds conferma pochissimi elementi, graditi a Laterza, oltre all’ex Fasano Vincenzo Corvino, già ingaggiato prima del suo arrivo. È il caso degli under Alex Sposito e Antonio Ferrara e degli over Kelvin Matute e Leo Guaita. Arrivano altri ex Fasano, i difensori Gianmarco Rizzo e Manuel Gonzalez, gli altri difensori Antonio Guastamacchia dal Savoia e Marco Caldore dalla Casertana, i centrocampisti Alberto Acquadro, Leandro Versienti, Soufiane Lagzir, Luigi Falcone e Max Marsili, all’ennesimo ritorno in rossoblu dopo l’anno a Bitonto.
Molto accurata la ricerca degli under: dalla Juve Stabia arriva l’esterno destro Aniello Boccia, dal Licata il centrocampista Aboubakar Diaby, dalla Cavese l’attaccante Antonio Santarpia, dal Tolentino l’esterno d’attacco Gianluca Mastromonaco.
In avanti il solo Luis Alfageme e il giovane Paolo Serafino, ai quali si aggiunge, dopo una lunga trattativa, l’argentino Denis Stracqualursi, centravanti con trascorsi addirittura in Premier League.
Ma il reparto sarà un tallone d’Achille per mezza stagione.

Montervino, Giove e Laterza, il giorno della presentazione di tecnico e direttore sportivo

In campionato si parte tra la diffidenza generale e l’opinione condivisa degli addetti ai lavori che non vedono il Taranto tra i possibili vincitori del campionato. È il Casarano il favorito principale, seguito da Bitonto, Picerno, Lavello e Cerignola. Qualcuno cita anche Molfetta e Altamura, praticamente nessuno dice Taranto.
D’altronde in società non si parla apertamente di promozione, ma solo di campionato di vertice. Partire a fari spenti è la parola d’ordine.

Il campionato mette subito alla prova il nuovo Taranto, con l’impegno esterno contro un Picerno appena retrocesso d’ufficio. Gara che inizia subito in salita per l’espulsione di Guaita, punito col rosso per un fallo di reazione, già nel primo tempo.
Il Taranto resiste in 10 per un’ora e porta a casa uno 0-0.
Alla prima allo Iacovone l’altra delusa dell’estate, il Bitonto, e prima vittoria di Laterza sulla panchina rossoblu.

Leo Guaita, due anni in rossoblu

Il Taranto non brilla mai eccessivamente, sa soffrire, è cinico quel che basta e soprattutto è la squadra che ha il cammino più regolare. Il Casarano delle grandi firme sembra il Taranto di un anno addietro, troppi galli nel pollaio e una squadra costruita senza equilibrio, con nomi altisonanti e poca gente votata al sacrificio. Cerignola, Picerno e Bitonto partono male, il Sorrento è la sorpresa.
In più c’è il fattore Covid. Si gioca a porte chiuse e sono diverse la partite rinviate, il che non dà mai un quadro definito della classifica. Il Taranto, dopo la partita giocata e vinta il 23 dicembre a Nardò con gol di Matute, tornerà in campo solo il 31 gennaio ad Altamura, dopo aver saltato 4 gare per un contagio esteso a diversi elementi in rosa.
A seguire i rossoblu sono costretti ad un tour de force tra febbraio e marzo giocando spesso ogni 3 giorni per via dei recuperi.

Antonio Ferrara, classe 1999, alla terza stagione in rossoblu

Il Sorrento a sorpresa primeggia in classifica, vincendo anche a Taranto alla 4ª giornata. È il primo momento critico in stagione, Montervino lo gestisce bene dimostrando di aver imparato molto dalle precedenti due esperienze da ds a Taranto.
La squadra resta un cantiere aperto, Stracqualursi si rivela un flop, a dicembre vanno via Caldore (ottimo giocatore, va alla Juve Stabia in C), i trequartisti Lagzir ed Acquadro. Arrivano gli attaccanti argentini Guido Abayan prima, Nicolas Rizzo, Augusto Diaz e Gaston Corado poi, il difensore centrale Amedeo Silvestri e il colpo a sorpresa Fernando Tissone, un giocatore dal respiro internazionale che sarà fondamentale nelle ultime partite di campionato.

Il segreto del Taranto di Laterza, un gruppo coeso

Il Taranto macina risultati e subisce un’unica immeritata sconfitta a Bitonto alla 2ª di ritorno. Alterna prestazioni buone ad altre meno, ma il risultato arriva sempre, a volte grazie alla giocata del singolo, leggasi lo spunto individuale di Nicolas Rizzo o di Luigi Falcone o la vena realizzativa del giovane Antonio Santarpia, uno che non fa mai gol banali. I gol di Tato Diaz sono sempre decisivi, mentre Gaston Corado segna all’esordio a Sorrento (0-3 il finale) alla 4ª di ritorno e s’infortuna restando fuori fino alla quint’ultima.

Un’immagine di Guaita e Marsili. Il capitano rossoblu vincerà il pallone d’oro della serie D

Gli infortuni sono una variabile che colpisce sistematicamente la rosa rossoblu. Corvino, primo acquisto funzionale al gioco di Laterza, va out da subito fino a girone di ritorno inoltrato, Ferrara è assente fino a fine gennaio, due pilastri come Guastamacchia e Falcone non finiranno il campionato per i rispettivi infortuni gravi e il portiere Sposito, infontunatosi a Cerignola alla penultima d’andata è sostituito fino a fine stagione dall’ottimo Dorian Ciezkovski.
Alla 5ª di ritorno allo Iacovone arriva il Casarano, potenziale capolista con i recuperi ancora da giocare. Finisce 0-0, con un gol regolare annullato a Falcone. Serpeggia un po’ di delusione nell’ambiente, ma non perdere è importante quasi quanto vincere in certe occasioni, soprattutto negli scontri diretti.

Umiltà e profilo basso, Laterza plasma l’identità di una squadra che non disdegna il gioco in ripartenza e lo sfruttamento sistemico dei calci piazzati. Molte delle reti scaturiscono da palle inattive, mentre la difesa resta per gran parte del campionato la meno battuta d’Italia.
Il Casarano si perde per strada, con una serie inopinata di risultati negativi, mentre riprende quota il Picerno che guadagna la seconda piazza dietro un Taranto che deve gestire un margine di 4 punti sui lucani dopo i pareggi sofferti di Aversa ed Andria inframmezzati dai successi sul Nardò in casa e quello importantissimo di Fasano. Mancano 6 gare al termine, con un turno favorevole in casa contro il Portici penultimo in classifica e sconfitto per 4-1 all’andata.

Fernando Tissone, un finale di stagione in crescendo

Come accaduto spesso in passato (ricordiamo il Serpentara nel 2016), il Taranto fa la frittata perdendo incredibilmente contro i campani trascinati dal centravanti Prisco, autentica bestia nera dei rossoblu. Finisce con un clamoroso 2-3, nonostante la superiorità numerica per un tempo intero.
È il momento più difficile della stagione. Il Picerno vince la sua gara è sale a -1, il Taranto è atteso dalla difficile trasferta di Molfetta ed i fantasmi di un nuovo fallimento aleggiano nella mente dei tifosi, che però non perdono la fiducia, anzi si moltiplicano le manifestazioni di incoraggiamento da parte del tifo organizzato sparso per tutta Italia.

La squadra non ha più margini di errore, la pressione è al culmine, ma Molfetta restituisce vigore alle ambizioni di promozione. Il Taranto vince 3-1, mentre un Casarano in caduta libera, fa l’impresa a Picerno bloccando sul 2-2 la squadra di casa, con gol del pari salentino che arriva a gara di Molfetta terminata.
È di nuovo +3 in classifica a 4 gare dalla fine, il Taranto può permettersi un’altro pareggio che, nei pronostici dei vari tabellini di marcia, potrebbe essere il punto decisivo da guadagnarsi all’ultima a Lavello.

Nicolas Rizzo, una doppietta per lui contro il Cerignola

Prima però ci sono tre gare da disputare, la prima contro l’Altamura viene risolta dal rientrante Gaston Corado. La seconda a Francavilla in Sinni si rivela una battaglia, con i Sinnici che non regalano nulla e festeggiano lo 0-0 finale. Il Picerno torna a -1 da un Taranto che dovrà necessariamente riscrivere il finale di campionato nelle ultime due partite contro Cerignola in casa e, soprattutto, Lavello fuori.

La partita contro il Cerignola sembra risolversi in 15′ grazie ad un approccio alla gara devastante dei rossoblu che segnano tre volte con Marsili, Nicolas Rizzo e Diaby, ma due amnesie difensive regalano altrettante reti ai dauni che chiudono sul 3-2 il primo tempo.
Ci pensa ancora il trequartista argentino a siglare ad inizio ripresa il 4-2 su rigore e rimettere la gara sul binario giusto, con il resto della partita trascorso gestendo palla e cronometro. Il Picerno vince a Fasano e tutto rimane invariato, con l’ultimo step decisivo da giocarsi a Lavello con un unico risultato a disposizione, la vittoria.

Aboubakar Diaby, un fisico esplosivo ed una tecnica
da affinare

Sarà una settimana di passione, il Lavello promette battaglia, ha un piazzamento playoff da blindare e non ha alcuna intenzione di fare da sparring partner. Il 13 giugno del 2021 i lucani di Karel Zeman accusano qualche defezione nel reparto difensivo, con due terzini schierati come centrali, la trasferta è vietata ai residenti in provincia di Taranto, ma almeno 200 arrivano da ogni parte d’Italia.
La gara è una sofferenza indescrivibile, il Taranto va subito sotto con una rete del giovane Dell’Orfanello, rischia il 2-0 in almeno un paio di occasioni, poi trova il pari sul solito calcio d’angolo di Marsili deviato in rete di testa da Corado alla mezz’ora. Prima della chiusura del tempo, è ancora da un calcio d’angolo di Marsili che scaturisce il vantaggio rossoblu. Stavolta è il difensore Gianmarco Rizzo ad incornare in rete per il 2-1.

C’è però una ripresa intera da giocare, il Taranto sembra avercene meno dei locali, mantenere il risultato è obiettivo obbligato e difficile allo stesso tempo.
Infatti il Lavello preme e gioca meglio, ha in Dell’Orfanello l’uomo in più di giornata: il giovane terzino pareggia su svarione collettivo della difesa rossoblu e la gara sembra destinata a diventare l’ennesimo capitolo triste nella recente storia del Taranto.

Laterza mette forze fresche, il Taranto può vincerla solo con un episodio favorevole o una giocata personale. Praticamente i rossoblu non tirano mai in porta fino all’81’ quando il neo entrato under classe ’00 Antonio Santarpia raccoglie di testa un cross dalla trequarti di destra dell’altro giovane classe ’02 Aniello Boccia e realizza il gol del definitivo 3-2 che vale la promozione in serie C.

Antonio Santarpia da Castellammare di Stabia, lo scugnizzo d’oro del Taranto

Non succede più nulla, dopo 5′ di recupero arriva il triplice fischio del signor Ursini di Pescara che sancisce il ritorno in terza serie dopo 4 anni assurdi nell’inferno della D.
La festa del tifo è spontanea e colorata. In 15mila all’esterno dello Iacovone attendono l’arrivo della squadra in serata, nel tripudio di colori, cori e fuochi d’artificio.

Il Taranto è in C, meritatamente.

La sintesi di Lavello Taranto 2-3, immagini antenna sud, commento Gianni Sebastio

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