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La storia del Taranto

Cap XVII

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Il ritorno di Massimo Giove

L’estate del 2017 trascorre in un clima surreale con la tifoseria tarantina che chiede a gran voce un cambio al vertice della società dopo il disastroso campionato conclusosi con la retrocessione in serie D. Spaccature anche nei gruppi organizzati, con gran parte della Curva che sceglie il boicottaggio ad oltranza.

La proprietà Zelatore-Bongiovanni prova a rilanciarsi con l’ingaggio del Ds Luigi Volume che porta a Taranto un tecnico fresco vincitore del girone I con il Leonzio, l’ex Reggina Francesco Cozza. La squadra costruita sembra di buon livello, diversi elementi provengono soprattutto dal girone I, come Antonio Crucitti e Giuseppe Savanarola, a cui si aggiungono Bojan Aleksic dal Francavilla in Sinni e il ritorno di Cristiano Ancora dal Nardò. Il colpo da 90, almeno sulla carta, è Manuel Pera, centravanti con una carriera di livello per la categoria, ma mai sceso al Sud prima dell’ingaggio col Taranto.

Ciccio Cozza, 1 vittoria e 3 sconfitte sulla panchina rossoblu

L’aria che si respira in città è pesante, la squadra ne risente sicuramente, ma sul rendimento del gruppo pesano anche l’approssimazione gestionale e la conduzione tecnica di Cozza, rivelatasi clamorosamente non all’altezza delle aspettative. In casa si gioca praticamente senza tifo, il Taranto vince la prima ma ne perde tre consecutive con l’inevitabile esonero del tecnico.

Viene richiamato Cazzarò, alcuni elementi vengono accantonati, il Taranto risale la china anche se davanti l’Altamura di Panarelli (e Ginestra poi) ed il Potenza di Ragno corrono.
L’ostracismo della piazza e i mancati incassi costringono la proprietà a prendere in serie considerazione la possibilità di passare la mano e le voci di possibili acquirenti si rincorrono fino alla svolta improvvisa di fine ottobre 2017. È Massimo Giove a rilevare le quote: per lui si tratta di un ritorno dopo l’esperienza nel sodalizio di Ermanno Pieroni agli inizi degli anni 2000.

Gino Montella, Dg del Taranto per oltre 2 stagioni

La piazza resta scettica e diffidente, Giove chiama Gino Montella come Dg, anch’egli nella società di Pieroni. A dicembre la squadra cambia volto, tra gli altri vengono ingaggiati il trequartista Stefano D’Agostino, gli attaccanti Ciro Favetta e Adama Diakite ed il ritorno di Massimiliano Marsili. Il tifo organizzato chiede ed ottiene l’allontanamento del ds Volume, la squadra disputa un ottimo girone di ritorno, ma arriva solo 4ª e perde la finale playoff contro la Cavese.

Ciro Favetta, per lui tre stagioni e 23 reti col Taranto

L’estate seguente il mercato non decolla, Giove sonda il tecnico Ragno, fresco vincitore del campionato col Potenza. L’affare non si chiude, resta un Cazzarò delegittimato, che avrà infatti vita breve.
L’ex centrocampista rossoblu infatti viene esonerato dopo una vittoria risicata contro il Nardò in Coppa Italia, a campionato non ancora iniziato.
Il sostituto è Luigi Panarelli, anch’egli tarantino ed ex giocatore rossoblu, reduce da un buon biennio ad Altamura.
Il Taranto disputa un’ottima stagione, con una squadra sulla carta quantomeno non inferiore alle pretendenti alla promozione.

Cristiano Ancora, 64 presenze ed 8 reti in 4 stagioni. 31 presenze e 6 gol nel 2017-18, la miglior stagione in rossoblu per lui

In campionato i rossoblu reggono fino a primavera, raggiungendo anche la testa della classifica. Nel match interno contro il Cerignola vinto 2-1 in rimonta sono circa 9mila i paganti, a testimonianza di un ritrovato feeling con il pubblico. Il nuovo idolo del popolo rossoblu è Stefano D’Agostino, spesso autore di giocate e reti dal pregevole tasso tecnico. Seguirà un pareggio in extremis ad Andria con il solito Marsili su punizione e un’altro bagno di folla (circa 7mila spettatori) nell’1-0 sul Savoia di Campilongo con gol di Croce allo scadere.
Nonostante tutto il Taranto non regge il ritmo della sorpresa Picerno, che vince praticamente sempre, mentre i rossoblu crollano mentalmente e incassano un paio di stop decisivi. Si perde in malo modo anche la finale playoff a Cerignola (5-1).

Stefano D’Agostino, 38 reti in 66 presenze

È il capolinea per Panarelli. Giove ha già in mano il nuovo allenatore, Nicola Ragno, che praticamente arriva a Taranto con un anno di ritardo.
Si volta decisamente pagina e la piazza non ha dubbi sulle qualità del tecnico molfettese, pluridecorato in serie D. Il mercato per la stagione 2019-20 è sontuoso: arrivano giocatori top per la categoria, come Leandro Guaita, Kelvin Matute ed il ritorno di Beppe Genchi.
Il pubblico risponde con quasi 2mila abbonamenti, ma qualcosa scricchiola sin da subito. Alla prima in casa il Taranto balbetta e perde col Brindisi. Alla seconda vince a Casarano, ma è un fuoco di paglia. I nuovi non si ambientano, i reduci dalla stagione precedente non si adattano al nuovo sistema di gioco. Il Taranto perde a Foggia al 95′, ma è a Bitonto all’8ª giornata che crolla definitivamente il progetto targato Ragno. 3-0 per i baresi, tecnico sollevato dall’incarico e Panarelli richiamato.

Nicola Ragno, per lui un fallimento tecnico a Taranto

Giove cede alle richieste della piazza ed esonera il Dg Gino Montella.
Arriva un nuovo Ds, Vincenzo De Santis, ex Andria, che non legherà in nessun modo con la piazza e terminerà presto sua avventura in rossoblu.
Il campionato sembra già compromesso, Panarelli rilancia i calciatori messi in naftalina da Ragno, ma dopo alcuni risultati positivi, il Taranto crolla in casa col Gravina (0-3) e lo spogliatoio si spacca definitivamente. Ne fa le spese Stefano D’Agostino, messo fuori squadra e liberato dopo il pareggio di gennaio a Nardò, ma non solo. Ciro Favetta chiede d’essere ceduto dopo i fischi ricevuti durante la battuta di un rigore (sbagliato) contro il Cerignola al 90′, gara terminata 2-2 ma che il giudice sportivo tramuta in 0-3 a tavolino per il tesseramento irregolare del neo acquisto Kosnic. Un altro segnale che qualcosa non quadra a livello gestionale.

A febbraio 2020 scoppia l’incubo della pandemia Covid-19, il campionato si ferma a 9 gare dal termine, col Bitonto che sale in C d’ufficio come primo classificato. Sarà una gioia temporanea per i neroverdi baresi, in estate arriva a conclusione l’indagine per la combine Picerno-Bitonto, ultima di campionato della stagione precedente, gara che terminò 3-1 consentendo la promozione in C dei lucani. Tra gli altri, viene squalificato anche Vincenzo De Santis, ritenuto parte attiva nella combine.
La sentenza è immediata: Picerno retrocesso in D e Foggia promosso in C al posto del Bitonto.

Il Ds Vincenzo De Santis, esperienza breve e negativa a Taranto

Il Taranto resta in D, per il 4º anno consecutivo, 8º negli ultimi 9 anni, un altro record negativo. Vittorio Galigani è sempre più uomo ombra, ufficialmente senza alcun incarico, ma “consigliere personale” del presidente.
Giove viene contestato, ovunque appaiono “inviti” a lasciare, ma il presidente rossoblu sceglie la via del silenzio, forse scottato dalla continua serie di errori e dal fallimento clamoroso dell’ultima stagione. Pronto a rilanciare il progetto partendo da Danilo Pagni, un nome che è una garanzia.

Vittorio Galigani, nell’inedito ruolo di “consigliere esterno” di Massimo Giove

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