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SERIE C

Canonico spara a zero contro il sistema

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“Ho appreso con rammarico e stupore che tra le determinazioni assunte dall’assemblea del Consiglio Federale, nella giornata di ieri 2 aprile 2019, vi è stata la modifica delle regole inerenti le retrocessioni e i playout dei tre gironi del campionato nazionale di calcio Serie C.
Costa dover evidenziare che, a questi livelli le società di calcio sono delle vere e proprie aziende e come tali devono essere gestite, previa un’opportuna programmazione e, allo stesso tempo, tutelate.
Da imprenditore, e maggior azionista dell’A.S. Bisceglie s.r.l. ritengo che ieri, sia stato compiuto un atto estremamente lesivo alla dignità, allo spirito di abnegazione e alla professionalità di tutti quelli che, come me, mettono a disposizione delle rispettive
società di riferimento, risorse finanziarie e impegno personale, spesso sottraendolo ai propri affetti e al proprio lavoro.
Ho colto l’avvento degli attuali vertici della Federazione Italiana Giuoco Calcio con favore e come inizio di un tanto agognato e auspicato cambiamento dell’attuale sistema
gestionale del calcio professionistico e, di conseguenza, mi sarei aspettato decisioni atte a dare maggiore certezza rispetto alle attuali regole, riforme all’attuale sistema di
giustizia sportiva, nonché maggior controllo delle capacità finanziare di soggetti e di società che si apprestano a far parte del nostro amato mondo.
Mai mi sarei aspettato che, a dispetto di tutto ciò che è accaduto quest’anno, chi di dovere, ponesse l’attenzione su modifiche a format che si sarebbero potuti
tranquillamente modificare al termine di questa stagione sportiva e non a cinque giornate dal termine.
Dinanzi a tutto ciò, non posso essere indifferente e, unitamente ad altri proprietari e presidenti di società, conferirò incarico all’Avv. Cesare Di Cintio affinché, tuteli l’A.S.Bisceglie srl e gli altri Club aderenti, nelle opportuni sedi al fine di porre giustizia a quanto leso dalle decisioni assunte ieri. Mi corre l’obbligo evidenziare, altresì, che saranno avviate una serie di verifiche atte ad acclarare la correttezza di tutti gli atti e le determinazioni assunte nel corso di questa stagione, con particolare riferimento al
rispetto delle regole federali di quei Club iscritti solo virtualmente e a dispetto di ogni regola.
Nel contempo, pongo l’attenzione di tutti i Club di Serie C, che, la FIGC, ci obbliga ad adeguare gli impianti d’illuminazione degli stadi, pur essendo a conoscenza che il 99% di essi, sono di proprietà delle amministrazioni comunali, per lo più in difficoltà economiche e con altro tipo di problematiche sociali da affrontare.
Ritengo che tutto ciò possa identificarsi in un disegno “Macchiavellico” al fine di escludere, dall’attuale campionato professionistico molti Club, atteso che, la maggior parte di essi, hanno impianti di illuminazione non adeguati.
Mi pongo quindi un quesito!!!! Non è più semplice riformare il campionato di Serie C direttamente a 40 squadre , senza giri di parole e/o falsi pretesti e, cosa ancor più saggia,senza ledere l’intelligenza e la dignità di nessuno??
A fronte di tutto ciò la A.I.C. {Associazione Italiana Calciatori), cosa intende fare?
Ecco perché lancio un appello a tutti i Proprietari e/o a Presidenti delle società professionistiche di Serie C affinché, uniti, possiamo tutelare, dinanzi ai Competenti
Organi di giudizio, gli interessi che le attuali lobby di Palazzo, stanno violando in modo indecoroso.
Ciò anche nel rispetto e nell’interesse dell’intero parterre nazionale calcistico. Al Presidente Ghirelli rivolgo un ultimo e accorato appello: “si ricordi che rappresenta 57
Club di C e, non pochi eletti; si ricordi che aveva promesso, prima della sua nomina,
regole certe ed inamovibili; allo stesso tempo invito lo stesso a non esultare per una
riforma distolta e priva di ogni cognizione fattuale e di diritto”
IL PATRON – NICOLA CANONICO 3/4/2019

Fonte: comunicato stampa

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