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CALCIO

C e D, è possibile il ritorno in campo?

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Col via libera per la ripresa degli allenamenti in serie A e B dal 4 maggio, stabilito dal ministro Spadafora, seppur con norme stringenti in materia di sicurezza sanitaria per gli atleti e tesserati, si cominciano a stilare ipotesi di calendari, con le gare che verrebbero disputate da fine maggio (o inizio giugno) fino alla prima settimana di luglio, rigorosamente a porte chiuse.

Una soluzione che permetterebbe il rispetto dei contratti in essere con le TV e che eviterebbe strascichi legali con i clubs, inevitabili in caso di congelamento della classifica o addirittura di annullamento del campionato. Sistemate A e B, resta il problema degli altri campionati.

Cosa accadrà in C e D?

Pensare ad una ripresa con le stesse modalità di A e B è praticamente impossibile. Pochissime società potrebbero adempiere alle norme sanitarie previste (si parla di tamponi periodici a tutti i tesserati, allenamenti in centri sportivi blindati, sanificazione degli ambienti, ecc.). Giocare a porte chiuse, inoltre, elimina l’unica fonte d’introito per le società di queste categorie, per le quali giocare in simili condizioni comporterebbe un esborso di ulteriori fondi che verrebbero sottratti alle aziende dei rispettivi proprietari, peraltro pesantemente provate dal “lockdown“.

Quale sarà il futuro quindi di serie C e serie D? Si moltiplicano i pronostici e le ipotesi di esperti in materia o semplici opinionisti, con alcuni presidenti che spingono per soluzioni “interessate” minacciando controversie legali, su basi invero opinabili, ma le possibilità si riducono sostanzialmente a due:

-dichiarare chiusi i campionati rendendo valida la classifica in essere;

-annullamento della stagione.


La prima ipotesi è nettamente la più probabile, ma bisognerà capire come stabilire la 4ª promossa in B dalla C, e come individuare le retrocessioni in D ed in Eccellenza, che sarebbero dovute scaturire da playoff e playout.
La seconda ipotesi, molto meno probabile, forse resterà tale, ma non potrà essere scartata definitivamente fin quando non saranno i vertici di Leghe e Figc a farlo.






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