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TARANTO FC

Auguri ad Ivan Romanzini, mitico capitano rossoblu

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Ci sono giocatori che per varie ragioni restano nell’immaginario della gente, legati come sono ad un particolare periodo dell’era calcistica moderna, quella degli anni ’70-’80.

Uno di questi è Ivan Romanzini, 74anni oggi, mediano rossoblu per 8 stagioni tutte di B, dal 1969-70 al 1976-77, di cui le ultime due disputate con la fascia di capitano al braccio. La sua lunga militanza e il periodo coincidente con la più lunga striscia di campionati consecutivi in B per il Taranto, in un’epoca storica ormai lontana anni luce dal modo di vivere il calcio (e la vita) di oggi, fanno da contorno ai numeri statistici, che ne fanno il terzo di sempre in quanto a presenze in campionato con 259 partite disputate col Taranto e 18 gol, ma primo in assoluto in gare ufficiali, compresa quindi la Coppa Italia, con 286 presenze.

Vicentino, esordisce in A con il Lanerossi a 20anni. Arriva al Taranto nell’estate del ’69, dopo due stagioni in C nel Verbania, con i rossoblu ancora senza alcuna certezza sul campionato da disputare, dato che la sentenza definitiva sul caso Casertana arriverà il 19 settembre, tanto che la prima giornata col Pisa fu rinviata. Esordisce in maglia rossoblu il 21 settembre 1969, a Terni nella seconda giornata di campionato di serie B, partita terminata 1-1.

Curiosità. Quello stesso campionato fu protagonista, suo malgrado, della vicenda Taranto-Perugia, sul campo terminata 2-2 ma con il giudice sportivo che assegnò la vittoria a tavolino agli umbri, a causa dell’invasione di campo di un tifoso che colpì con un pugno l’arbitro Possagno di Treviso, reo di aver espulso proprio Romanzini per fallo di reazione dopo un doppio fallo del perugino Nimis. 5 giornate di squalifica per il “Salinella”, poi ridotte a 4.

L’anno seguente (’70-’71) in un Taranto-Brescia terminato 1-1, il gol del pari arrivò su rigore trasformato da Colautti, dopo che l’arbitro aveva fatto già ripetere il tiro per due volte: Romanzini realizzò il primo, sbagliò il secondo e cedette il terzo tentativo, decisivo, al compagno di squadra.

18 le reti messe a segno contro Arezzo (1-1), Genoa (1-0), Monza (2-3), Cesena (1-0), Foggia (4-2), Varese (1-2), Arezzo (1-0), Bari (2-0), Alessandria (1-2), Catanzaro (1-1), Palermo (2-1), Foggia (1-1), Catania (1-0), Genoa (1-1), Varese (2-0), Palermo (1-1), Sambenedettese (2-0), Ascoli (2-1).

Protagonista con la squadra di salvezze all’ultimo respiro, come quelle per differenza reti nel ’69-’70 e nel ’70-’71, o comunque all’ultima giornata, ottenne con i rossoblu il 5º posto nel ’73-’74, miglior piazzamento di sempre del Taranto in serie B a girone unico.

Lasciò il Taranto al termine della stagione ’76-’77, terminata con una tranquilla salvezza, anche grazie ai gol di Erasmo Iacovone, giunto a Taranto nel mercato di ottobre di quell’anno. Dopo due stagioni al Brescia in B, concluse la sua carriera calcistica nel Padova in C2 nel 1980.

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