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Amarcord Catania-Taranto 

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Pasquale Traini e il Catania di Pedrinho e Luvanor.
Campionato di serie B 1984-85, il Taranto neopromosso del cav. Pignatelli vive una stagione tribolata che portò alla retrocessione immediata in C1. Nonostante la squadra costruita in estate sembrava potesse garantire un campionato tranquillo, i rossoblu non riuscirono ad evitare l’ultimo posto in classifica; pesarono le difficoltà finanziarie della società, che portarono al fallimento a fine stagione. La squadra della promozione fu rinforzata da giocatori d’esperienza, come il terzino ex Napoli Frappampina, e giovani che poi faranno buone carriere, come il difensore Piscedda, il mediano Bordin e il centravanti Pasquale Traini, proveniente dall’Arezzo.

L’inizio di stagione fu tutto sommato positivo, con un buon girone in coppa Italia, e qualche buon risultato in campionato, come le vittorie di Cagliari e Trieste, ma ben presto si palesarono i problemi, sia societari che tecnici, che portarono a quattro avvicendamenti in panchina, a cui si aggiunse anche la temporanea indisponibilità dello Iacovone che costrinse al campo neutro in alcune partite. Così si arrivò alla gara di Catania, 14a di ritorno, con un piede già in C, ad affrontare gli etnei, reduci dalla parentesi di una sola stagione (con numerosi record negativi) in serie A. Era il Catania di Pedrinho e Luvanor, i due presunti assi brasiliani, ingaggiati dal presidente Massimino la stagione precedente in serie A, sull’onda lunga del mundial 82 che portò in Italia numerosi campioni sudamericani, come Zico, Socrates, Junior, Falcao, Cerezo, e qualche giocatore di cui non si conoscevano bene le gesta. Molti di loro venivano acquistati semplicemente visionando videocassette, e forse, il reale protagonista del filmato non era lo stesso che poi si presentava all’aeroporto in arrivo dal Brasile. Così Pedrinho, terzino sinistro e Luvanor, mezzala, raggiunsero Catania e ben presto ci si accorse che non erano all’altezza dei più famosi connazionali presenti in serie A.

Era la serie A dei due stranieri, che dovevano essere il valore aggiunto per una squadra, quindi un giocatore normale veniva bollato come bidone molto più facilmente visto che oggi gli stranieri mediamente sono più degli italiani. Pedrinho comunque realizzò qualche gol nelle tre stagioni a Catania (una in A due in B), più del suo connazionale Luvanor, nonostante quest’ultimo agisse a ridosso delle punte. Quella domenica il Catania, fuori dalla lotta al vertice, ma non ancora in salvo, fu sorpreso dal 23enne Traini, autore fino a quel momento di sole sei reti, capocannoniere in un attacco asfittico. Infatti una sua tripletta per poco non regalò la vittoria al Taranto, raggiunto sul 3-3 definitivo proprio da una rete di Pedrinho allo scadere. 

Curiosamente furono anche gli ultimi gol di Traini con la maglia del Taranto, che ha fatto una buona carriera nel proseguo tra B e C con le maglie di Cesena Messina Pescara e Perugia.

Un pari inutile per il Taranto, che mestamente scivolò nelle gare successive verso l’ultima posizione, superato anche dal Parma, e che all’ultima di campionato fu coinvolto nella combine col Padova… ma questa è un’altra storia. 

Gabriele Franchini 

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