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Ad Ascoli l’ultima impresa del Taranto in B

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Anno 1992 serie B

Erano appena trascorse due giornate di campionato dalla trasferta sul campo della Casertana, finita in modo infausto, 3-0 senza appelli, doppietta di Campilongo  (sì, proprio lui) e gol di Cerbone.

Il Taranto sembrava inesorabilmente scivolare in serie C1, la domenica precedente aveva impattato 0-0 in casa contro il Pisa di Spagnulo (migliore in campo), una partita da vincere a tutti i costi. In zona retrocessione c’erano in pochi punti 12 squadre, ed il Taranto, ormai penultimo, aveva pochissime chances di salvare la categoria. Non solo bisognava battere il Pescara (già promosso in serie A) in casa e a domicilio il Piacenza, squadra che arriverà già tranquilla all’ultima di campionato, ma c’era anche bisogno di una combinazione favorevole di risultati nelle altre gare che vedevano impegnate le dirette concorrenti.

Questa era la classifica a due gare dalla fine nella zone calda:

Piacenza Bologna 35
Modena Padova Cesena 34
Palermo Lecce 33
Casertana Venezia Messina 32
Taranto 31
Avellino 29

La situazione del Taranto era a dir poco drammatica (anche allora ne retrocedevano quattro), ma i rossoblu  (non senza polemiche e accuse di combine che arriveranno da Palermo) riuscirono a vincere 2-1 col Pescara con doppietta di Lorenzo e 1-0 a Piacenza con gol di Muro su rigore tirato tre volte (come poi capiterà ad Ambrosi anni dopo a San Marino).

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L’incredibile combinazione di risultati avvenne, e la classifica finale recitava così:

Cesena Lucchese Lecce 37
Piacenza Padova Bologna Modena 36
Venezia Taranto Casertana Palermo 35
Messina 33
Avellino 29

La classifica avulsa a quattro premiò il Venezia, Taranto e Casertana andarono allo spareggio e il Palermo, un pò a sorpresa andò in C.

Spareggio quindi sul campo neutro di Ascoli, ed esodo di massa della tifoseria tarantina (circa 7 mila),  numerosa fu anche la tifoseria  casertana (attorno ai 4mila).

Il Taranto veniva da un campionato affannoso e con una formazione che aveva cambiato in corsa alcuni elementi, soprattutto dopo l’esonero di Nicoletti a cui successe Giampiero Vitali. Basta zona, marcatura a uomo, Ferraresso in porta, il giovane Marino inventato libero che sostituì nelle gerarchie Zaffaroni, Enzo a far legna a centrocampo, Soncin a correre sulla fascia sinistra, l’altro giovane Fresta in attacco, spesso al posto di Pino Lorenzo. Ma la differenza la facevano due campioni del calibro di Ciccio Turrini e Ciro Muro.

giuseppe-lorenzoIl 20 giugno 1992 i pronostici davano avvantaggiata la Casertana, ma la storia ha detto Taranto: 2-1 finale con i gol di Turrini, pareggio di Benito Carbone per i campani e gol vittoria nel secondo tempo supplementare di Fresta, il famoso gol in ‘coabitazione’ con Lorenzo. In quella Casertana giocava gente del calibro di Carbone, il portiere Bucci, Volpecina, Campilongo e Cerbone.

A Taranto esplose la festa per una salvezza miracolosa, imprese a cui il Taranto ci ha abituati nella sua lunga storia, come negli spareggi di Napoli dell’ 87 o quello di Ragusa nel 2005.
Nulla presagiva che da lì ad un anno sarebbe iniziato il lungo calvario nelle serie minori.

Fu l’ultima impresa del Taranto in serie B.

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