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A Pisa la torre si inclina e il calcio crolla?

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È quasi incredibile la situazione che si sta verificando in queste settimane a Pisa. La storica piazza nerazzurra è nella bufera.

Facciamo un breve riepilogo: a giugno il Pisa viene promosso in B dopo la finale play off di Foggia, un’autentica battaglia terminata 1-1, dopo il 4-2 dell’andata all’Arena Garibaldi, con strascichi polemici e squalifica dello stadio Zaccheria per quattro turni.
La festa è grande ma dura poco. Subito si palesano le prime difficoltà, fideiussione irregolare e stadio non a norma mettono a rischio l’iscrizione. Oltretutto il presidente Petroni è agli arresti domiciliari per bancarotta.
Con una nuova fideiussione si ottiene l’iscrizione, ma mister Gattuso si dimette a fine luglio per «gravi, costanti e inaccettabili problemi societari, che impediscono una corretta e seria condizione lavorativa e per il rispetto che ho sempre portato e porterò alla città di Pisa e alla tifoseria del Pisa».

Si parla di esclusione dal campionato, addirittura i giocatori minacciano di non scendere in campo per la prima di campionato a Terni. La lega di serie B provvede a rinviare la gara, in attesa di sviluppi nella trattativa per la cessione della società ad un fondo di Dubai, Equitativa, ma tra ‘due diligence’ e differenze sul prezzo e sulle modalità di pagamento (la proprietà chiede 6,5 milioni l’offerta finale è di 6,38) la trattativa pare saltare definitivamente il 31 di agosto con accuse reciproche tra le parti in causa, tanto che si vocifera di un repentino ripescaggio del Livorno in B al posto del Pisa (oltre il danno la beffa…). Il primo di settembre grazie alla mediazione del sindaco, le parti sembrano arrivare ad un accordo, Gattuso torna in panca e il Pisa inizia il campionato, giocando praticamente con la stessa squadra dello scorso anno. Le gare in casa si giocano ad Empoli, vista l’indisponibilità dello stadio pisano, ma la squadra inizia bene, è terza con 8 punti in 5 gare, virtualmente seconda, con una gara da recuperare.

I problemi però continuano, le due parti sono ancora discordi, Petroni nomina presidente il figlio 19enne e Gattuso, che lascia intendere di aver pagato di tasca propria alcuni dipendenti, minaccia di mollare tutto. Intanto la lega di B fa pressione per concludere la trattativa e minaccia sanzioni per lo stadio.
Per non farsi mancare nulla il sindaco di Empoli dichiara che non vuole concedere più lo stadio al Pisa dopo gli incidenti avvenuti contro il Brescia.
Insomma c’è un pò di tutto in questa vicenda che non sappiamo come possa andare a finire.

Gabriele Franchini

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