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TARANTO FC

L’analisi di Taranto-Melfi…vista dalla CURVA NORD!

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Il Taranto vince alla prima uscita ufficiale della stagione davanti a 6500 spettatori paganti con una doppietta del centravanti Magnaghi. Si può riassumere così la serata di ieri che ha sancito ufficialmente il ritorno in lega Pro dei rossoblu, anche se in coppa Italia. Ci si aspettavano indicazioni utili sia dalla squadra sia dalla pubblico. Partiamo da quest’ultimo: ottima risposta trattandosi di partita di coppa, buon viatico per l’esordio in campionato tra due domeniche quando sarà lecito aspettarsi il pienone. Molta confusione sugli spalti sui nuovi giocatori, tra tifosi che nella più classiche delle usanze tarantine storpiava i nomi ed altri che invece chiedevano perché non giocasse Ciarcià o se Nosa stesse in panchina…

Tornando alla squadra, buon piglio iniziale con i primi 15-20 minuti in cui senza strafare, il Taranto ha avuto più occasioni per portarsi in vantaggio, e in due circostanze ha messo l’uomo solo davanti al portiere, con conclusioni clamorose sbagliate da Balistreri e Potenza. E qui, inevitabilmente sono cominciati i ‘serve nu centravande bbuene‘ oppure ‘se stava Genchi o Molinari‘. Poi è venuto fuori il Melfi che ha preso possesso del centrocampo, in cui il solo Nigro spiccava, soprattutto in fase di interdizione. Un pò timidi Bollino e Fanelli, forse un pò in ritardo di condizione. Qualche sbandamento si è registrato da quel momento in poi in difesa, peraltro reparto che ha dimostrato subito una certa sicurezza negli interpreti Altobello, Stendardo e Pambianchi. Buona gara degli esterni De Giorgi e Langellotti. A fine primo tempo ci si interrogava sull’opportunità di essere più incisivi in avanti, anche perché ‘il Melfi è scarso‘ (chissà perché poi…) e ‘se sbagliamo certi gol con le squadre forti poi perdiamo‘…

iaco notte

Papagni nel secondo tempo toglie subito Langellotti per Magnaghi e sposta Potenza a sinistra con Bollino avanzato a ridosso delle punte. La squadra ha più profondità con Magnaghi che si crea subito un’occasione superando in progressione un difensore, che lo stende a limite dell’area (niente fallo per l’arbitro) e Potenza molto più a suo agio sulla fascia. Quest’ultimo quasi imprendibile quando parte in velocità spesso costringe al fallo gli avversari. Poi entra Sampietro, che prende subito possesso della manovra di centrocampo, al posto di Fanelli. Subito la sensazione di molti in curva ‘quiste è bbuene‘.

Ma è il Melfi che passa in vantaggio, con una palla non trattenuta da Maurantonio su calcio d’angolo. Errore del portiere ma forse anche difesa poco reattiva nell’occasione. Poco male, alla fine ‘a noi interessa il campionato e questa è solo una festa…‘ tanto che è ‘…meglio perdere adesso così comprano qualche giocatore forte‘.

E invece, così all’improvviso, come un lampo nel buio arriva il pareggio di Magnaghi, gran gol per preparazione ed esecuzione, con un pò di complicità di Gragnaniello. ‘Chi ha segnato? ‘ qualcuno risponde ‘Langellotti’ non avendo capito che era uscito per Magnaghi e non viceversa.

Felicità moderata, a noi interessa il campionato, però meglio il pareggio della sconfitta. Palla a centro e subito nuova occasione per noi. Punizione dalla destra palla che scende sul secondo palo a tiro al volo a incrociare di Magnaghi che segna la sua doppietta sotto la Nord nella gara del suo esordio. Gol bellissimo. Stavolta il boato è più forte, lo stadio esplode e non importa che si tratti di coppa Italia di lega pro, vincere è bello, in rimonta ancora di più. Anche Ciccio Piepoli si gasa e il buon Magnaghi sente il suo nome urlato e ripetuto da 6500 persone e avrà pensato ‘ho fatto la scelta giusta‘. Mentre noi tifosi ci siamo sentiti meno orfani, forse il centravanti l’abbiamo trovato. Il resto è stato un festante finale di partita col pubblico che ha abbandonato la curva cantando.

Considerazioni finali: sul pubblico, nuova prova di attaccamento se ce ne fosse ancora bisogno, sarebbe importante mantenere quest’entusiasmo e magari coinvolgere qualcuno che ancora non si fida, il nome delle squadre del girone, unito alla voglia di misurarsi con avversari ‘veri’ può sicuramente aiutare; sulla squadra, buona prova nel complesso, il cantiere è ancora aperto, ma abbiamo delle certezze, la prima è Mister Papagni, abile come sempre a trarre il meglio dal materiale umano disponibile, poi alcuni giocatori, dalla difesa in toto, da Nigro a Sampietro a Potenza, fino a Magnaghi, un predestinato.

C’è bisogno di alcuni ritocchi, che Papagni ha già individuato, un altro centrocampista da affiancare al duo Nigro-Sampietro, con caratteristiche più da mezz’ala, un esterno sinistro che potrebbe essere lo spagnolo Garcia (si attende il transfert) e una seconda punta brevilinea e prolifica, oltre ad un altro portiere che dovrebbe essere Makarov della Fiorentina.

Gabriele Franchini

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