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27.6.1987: il Taranto vince, la Lazio “vede” la C

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27 giugno 1987. Napoli, stadio San Paolo.

Taranto e Lazio si affrontarono per la prima giornata del girone a tre di spareggio per evitare la retrocessione in C1.
I capitolini si trovarono invischiati nella zona retrocessione un po’ a sorpresa. Il -9 in classifica pesò certamente nell’economia del campionato. Ma i biancocelesti godevano sulla carta di un organico da promozione.

Qualche punto perso soprattutto nel girone di ritorno, portò gli uomini di Fascetti a rischiare la retrocessione diretta già nell’ultima di campionato. Un gol di Fiorini a pochi minuti dal termine della partita col Vicenza, tolse l’incubo terza serie per i tifosi laziali, comunque convinti di salvarsi abbastanza agevolmente nello spareggio a tre con Taranto e Campobasso.

Ionici e molisani però venivano da un ruolino di marcia nel girone di ritorno da promozione. Due squadre in forma senza alcun timore reverenziale verso i più blasonati avversari.

Il sorteggio quindi poneva il Taranto di fronte alla Lazio, una circostanza che in caso di vittoria avrebbe regalato una salvezza quasi certa ai rossoblu di Veneranda. Ma la partita si preannunciava difficilissima, sia per il valore dell’avversario sia per l’assenza per squalifica di Maiellaro, il Maradona dei due Mari.

Fu esodo per entrambe le tifoserie. Ai circa 10-15 mila tarantini giunti dal capoluogo ionico (15 mila furono i biglietti destinati alle due tifoserie, corrispondenti ai due settori di curva), facevano da contraltare i 20-25 mila laziali. Molti di loro però non riuscirono a raggiungere lo stadio in tempo, per via delle lunghe file sulla A1, sottoposta a lavori di allargamento della carreggiata in vista dei mondiali del ’90. Le cronache parlarono comunque di 40mila spettatori.

La partita fu dura e nervosa. La maggiore esperienza e il superiore tasso tecnico della Lazio si fece sentire durante la partita, almeno sul piano della pressione e del possesso palla.
Il Taranto giocava di rimessa, in attesa di un lampo, un episodio che avrebbe potuto cambiare l’esito della partita.
E l’episodio arrivò all’improvviso, nel secondo tempo. Un tiro da fuori di Gridelli venne respinto da Terraneo sui piedi di Totò De Vitis che, in sospetto fuorigioco, ribadì in rete, tra il tripudio della tifoseria rossoblu. Vane le proteste dei giocatori laziali contro l’arbitro internazionale Lanese.

L’assalto finale della Lazio produsse un palo di Luca Brunetti, artefice in seguito di quattro anni d’oro in maglia rossoblu.
La partita terminò così 1-0, ed al San Paolo al rischio finale si sentivano solo i tifosi rossoblu, forse inconsapevoli di aver assistito ad un’impresa che resterà negli almanacchi, oltre che impressa per sempre nella mente di ognuno di noi ultra quarantenni.

Toto De Vitis resterà un incubo per i laziali. Una Lazio sull’orlo della tragedia sportiva che visse, in quel caldo giorno di fine giugno, il punto più basso della sua invidiabile storia calcistica.

Per il Taranto un trionfo forse inaspettato, con una tifoseria in attesa del salto di qualità decisivo che mai è arrivato, ma che toccò il cielo con un dito in un pomeriggio tra i più magici di sempre della gloriosa storia rossoblu.

Taranto
Goletti Biondo Gridelli Donatelli Serra Paolinelli Paolucci (83′ Russo) Picci De Vitis (87′ Romiti) L.Rocca Dalla Costa.
A disposizione: Incontri D.Conti Di Maria. Allenatore: Veneranda.
Lazio
Terraneo Brunetti Podavini (78′ Piscedda)Acerbis Gregucci Camolese Mandelli Caso Poli Pin (71′ Magnocavallo) Fiorini. A disposizone: Ielpo Filisetti Esposito. Allenatore: Fascetti.

arbitro: Sig. Lanese (Messina).

Marcatore: 65′ De Vitis.

Note: pomeriggio afoso. Terreno in buone condizioni.
Ammoniti: Dalla Costa e Donatelli per gioco falloso, Podavini per proteste.
Angoli 7-6 per il Taranto.

Spettatori 40.000 circa.

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